Egregio Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali,

 

1. Una grave minaccia alla popolazione di Viterbo

con la presente le segnaliamo una grave minaccia sanitaria che incombe sulla popolazione di Viterbo.

Tale minaccia consiste nel disegno di una lobby politico-affaristica di realizzare a ridosso della città e nell'area termale del Bulicame (un bene di straordinario valore naturalistico, storico-culturale, terapeutico, sociale ed econmico) che ne sarebbe irreversibilmente devastata, un nocivo e distruttivo mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma.

*

2. Sette fondamentali ragioni per opporsi a un'opera che viola la normativa vigente, devasta l'ambiente ed è assai nociva per la salute

Come abbiamo già avuto modo di scrivere in una nostra missiva al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, tale mega-aeroporto:

"a) devasterebbe irreversibilmente l'area termale del Bulicame, bene naturalistico, storico-culturale, terapeutico, sociale ed economico di fondamentale importanza per la comunità viterbese;

b) danneggerebbe gravemente la salute della popolazione con il pesantissimo inquinamento che provocherebbe: il sedime aeroportuale si trova praticamente nelle immediate vicinanze dalla città, e il viterbese è già gravato da ingenti servitù inquinanti (come il polo energetico Civitavecchia-Montalto);

c) costituirebbe un immenso sperpero di soldi pubblici, con esiti estremamente dannosi per la comunità locale e per il pubblico erario;

d) è palesemente incompatibile con le normative italiane ed europee in materia di Valutazione d'impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica e Valutazione d'impatto sulla salute, così come in materia di protezione dei beni naturalistici, terapeutici, archeologici e storico-culturali (l'area del Bulicame), come in materia di protezione dei beni economici (lo sviluppo del termalismo, le attività agricole di qualità insistenti nella zona, il valore degli immobili e delle attività nelle aree che subirebbero un pesantissimo inquinamento acustico) e scientifici (l'orto botanico dell'Università anch'esso nell'area che sarebbe più direttamente investita), e - last, but not least - dei diritti soggettivi e dei legittimi interessi della comunità locale e dei singoli cittadini (l'inquinamento atmosferico e l'inquinamento acustico sarebbero elevatissimi, come dimostra la gravissima situazione di Ciampino);

e) l'individuazione di Viterbo come possibile sede del devastante mega-aeroporto per voli low cost da parte del Ministro dei Trasporti suo predecessore si basava su un'analisi a dir poco carente e su una procedura a dir poco irregolare (ed in merito un ente locale ha già chiesto l'intervento della magistratura amministrativa), e si fondava su una marchiana e grottesca ignoranza di alcuni dati fondamentali, come ad esempio la conoscenza del fatto che l'opera - e l'attività conseguente - sarebbe situata nel cuore dell'area termale del Bulicame: sarebbe bastato sapere questo per rendersi conto dell'impossibilità della realizzazione; e ad onor del vero ripetutamente il ministro suo predecessore ne era stato informato, ma evidentemente vi era una pervicace, scandalosa ed irresponsabile volontà di dare insensatamente il via libera ad un'opera illecita e impossibile;

f) inoltre, ma questo le è sicuramente già noto, le principali istituzioni internazionali, e la comunità scientifica internazionale tutta, chiedono da anni che si proceda alla riduzione delle emissioni di CO2 fortemente corresponsabili del surriscaldamento del clima; e per ridurre tali emissioni è necessario altresì ridurre anche il trasporto aereo;

g) infine, ed anche questo le sarà già noto, in italia vi è già un eccesso di aeroporti (lo hanno documentato molte inchieste giornalistiche, tra cui ad esempio quella della trasmissione televisiva "Report" dal titolo "Chi non vola è perduto" recentemente messa in onda dalla Rai).

Per tutte queste ragioni, signor Ministro, il devastante mega-aeroporto a Viterbo non può e non deve essere realizzato".

*

3. Vigilanza ed impegno

A suo tempo segnalammo già al suo predecessore al Ministero della Sanità ed al suo predecessore al Ministero della Solidarietà sociale la gravità della minaccia per la salute, la sicurezza, i beni e i diritti dei cittadini viterbesi costituita dal devastante mega-aeroporto.

Tale segnalazione rinnoviamo oggi a lei, chiedendole vigilanza ed impegno per impedire un insostenibile scempio, un vero e proprio attentato alla salute dei cittadini, uno sciagurato sperpero di pubbliche risorse.

*

4. Per Ciampino

Aggiungiamo altresì la richiesta di un impegno anche per la riduzione drastica e immediata dei voli che attualmente insistono su Ciampino: la popolazione di Ciampino, di Marino e del X Municipio di Roma subisce ingiustamente le gravi conseguenze dell'eccessivo carico di voli.

*

5. Un appello dei medici dell'International Society of Doctors for the Environment - Italia

Alleghiamo alla presente per opportuna conoscenza una lettera-appello del 18 marzo 2008 dei dottori Gianni Ghirga, Antonella Litta, Mauro Mocci, del coordinamento dell'Alto Lazio dell'Isde - Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia), che chiarisce in modo definitivo i termini scientifici e sanitari della questione.

*

Distinti saluti,

 

la portavoce del Comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, Antonella Litta

 

il responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, Peppe Sini

 

Viterbo, 15 luglio 2008

 

* * *

 

Mittenti:

 

- Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la riduzione del trasporto aereo: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: coipiediperterra.org

Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it

 

- Centro di ricerca per la pace di Viterbo: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac@tin.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Per contattare direttamente il responsabile del Centro, Peppe Sini: tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

 

* * *

 

Allegato: Lettera del 18 marzo 2008 dei dottori Gianni Ghirga, Antonella Litta, Mauro Mocci, del coordinamento dell'Alto Lazio dell'Isde - Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)

 

Ai colleghi medici dell'Alto Lazio

Gentili colleghi,

vi scriviamo in quanto fortemente preoccupati dalla scelta di realizzare nella città di Viterbo un mega scalo aeroportuale per voli low cost, ampliando enormemente l'aeroporto militare preesistente. Una scelta che genera grande apprensione e preoccupazione per la salute delle persone e per l'ambiente.

Il rischio ambientale e sanitario

E' noto che moltissimi agenti inquinanti immessi nell'atmosfera, nell'aria e nel suolo entrano tramite la respirazione e la catena alimentare in contatto con l'organismo umano dopo aver causato danni ed alterazioni irreversibili anche all'ambiente e alla biodiversità degli ecosistemi.

Se l'aeroporto fosse realizzato, il continuo decollo, atterraggio e sorvolo degli aerei provocherebbe un forte aumento delle emissioni fortemente inquinanti.

Il traffico aereo, inoltre, contribuisce per circa il 10% all'incremento di anidride carbonica e quindi al surriscaldamento climatico dell'intero pianeta immettendo direttamente anidride carbonica, gas e polveri negli strati più alti della troposfera ed in quelli più bassi della stratosfera alterando di fatto la composizione dell'atmosfera.

La situazione della Tuscia per quantitativo di emissioni di anidride carbonica è già tra le più gravi in Italia come evidenziato dallo studio della società Eco-Way di Milano, pubblicato nell'ottobre scorso.

Il previsto traffico aereo determinerebbe ed accrescerebbe la presenza di gas dannosi quali: Monossido di Carbonio (CO), Ossidi di Zolfo (SOx), Ossidi di Azoto (NOx) e Idrocarburi (HC) - come la presenza del benzene noto cancerogeno -, e l'inquinamento da polveri sottili ed ultrasottili (particolato di dimensioni inferiori a 5 e 2.5 micron di diametro). Queste polveri attraverso i polmoni veicolano direttamente nel sangue e nel cervello i metalli pesanti (il piombo in primis) liberati dalla combustione del cherosene (combustibile meno raffinato rispetto al petrolio) e dall'erosione ed abrasioni dei sistemi di frenaggio e degli pneumatici dei velivoli sulle piste.

Le patologie da polveri sottili ed ultrasottili: "nanopatologie"

Gli studi scientifici e la comunità scientifica internazionale dimostrano ed affermano in modo certo che un numero sempre più elevato di malattie sono causate dalla interazione tra inquinanti ambientali e genetica umana.

E' ormai ben documentato che il particolato ultrafine (le polveri derivanti dai processi di combustione) attraversa i sistemi di filtraggio, permane lungamente in atmosfera, e può essere trasportato per decine e centinaia di chilometri, penetra attraverso tutte le barriere e membrane organiche - ivi compresi i nervi cranici, la barriera ematocerebrale, la placenta, gli endoteli, le membrane plasmatiche - raggiungendo i nuclei cellulari col proprio carico di metalli pesanti ed altri fattori cancerogeni, interferendo così con i sistemi di riparazione del Dna e con i meccanismi dell'espressione genica.

Esistono evidenze sempre più consistenti di come numerosi inquinanti introdotti nel corpo umano inducano processi infiammatori cronici che determinano uno stress cellulare progressivo a carico di tutti gli organi e i tessuti, aprendo la strada a patologie gravi come arteriosclerosi e cancro. Ma il problema che allarma di più tantissimi colleghi, epidemiologi e pediatri in tutto il mondo, concerne la possibilità che il danno genetico colpisca le cellule germinali materne o paterne (causando la possibile trasmissione alle successive generazioni di lesioni e patologie anche gravi) o direttamente il feto nel momento più delicato del suo sviluppo.

Studi scientifici condotti mostrano l'evidente correlazione tra l'esposizione alle polveri sottili ed ultrasottili e l'aumento dei ricoveri ospedalieri, della mortalità, delle malattie respiratorie,delle malattie cronico-degenerative (Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla), delle malattie endocrine, delle malattie neoplastiche e del sistema cardiovascolare.

L'inalazione delle polveri sottili e ultrasottili provoca riduzione della funzionalità polmonare nei bambini, riduzione della speranza di vita, aumento delle malattie neoplastiche e basso peso alla nascita per esposizioni avvenute nel periodo di gravidanza e precedentemente.

L'inquinamento acustico ed elettromagnetico

Si deve considerare inoltre che la zona circostante l'aeroporto ed interi quartieri di Viterbo interessati dalle rotte di decollo e atterraggio, sarebbero sottoposti ad un grave impatto acustico, e le persone che vi risiedono al rischio di contrarre patologie cardiovascolari, insonnia, irritabilità, astenia, disturbi dell'udito.

I sistemi radar della torre di controllo e quelli a bordo degli aerei insieme alle antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici utilizzati per i controlli di sicurezza produrrebbero inoltre inquinamento elettromagnetico.

L'esperienza delle città già sede di scali aeroportuali

Si è rilevato che l'area intorno ad un aeroporto con un traffico aereo lieve/moderato che risente maggiormente dell'inquinamento ha un raggio di circa 20 km, con una maggior sofferenza in quelle zone situate lungo la direzione dei venti prevalenti e lungo le linee di decollo e di atterraggio. Un  solo aereo 747 che atterra e decolla produce una quantità di smog simile a quella causata da un'auto guidata per oltre 9.000 km, ed una quantità di ossidi di azoto pari a quella emessa da un'auto che ha viaggiato per oltre 42.000 km.

All'inquinamento causato dagli aerei bisogna poi aggiungere quello che sarebbe provocato dall'intenso traffico di automobili e dei veicoli a supporto delle attività aeroportuali.

Per quanto riguarda questo aspetto la situazione per Viterbo e provincia è già fortemente problematica in quanto da sempre manca di una adeguata ed efficiente rete ferroviaria.

I dati riportati sono frutto una obiettiva documentazione e di quanto vissuto e testimoniato ogni giorno dalle popolazioni di Ciampino, Malpensa, Linate, Bolzano, Orio al Serio, e di tante altre città sede di aeroporti in Italia come in Europa ed America.

Il territorio di Viterbo e provincia

Gentili colleghi,

come ben sappiamo il territorio viterbese ha già subito e subisce aggressioni ambientali: alla naturale radioattività dovuta al radon si aggiungono infatti la presenza di discariche abusive non ancora messe in sicurezza, la presenza di metalli pesanti nelle acque e in particolare dell'arsenico, i processi di eutrofizzazione dei laghi, la presenza del più grande polo energetico d'Europa (le centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro, con il progetto di riconversione a carbone della centrale di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia e i conseguenti ulteriori enormi danni per ambiente e salute).

Nello specifico aree di particolare bellezza, fascino e storia come quella del Bullicame, dell'orto botanico e delle terme sarebbero stravolte per sempre a causa della cementificazione, e il loro ecosistema e biodiversità profondamente danneggiati dagli inquinanti generati e diffusi dal traffico aereo.

La scelta di realizzare un aeroporto a Viterbo aggiungerebbe quindi un ulteriore e gravissimo fattore d'inquinamento e quindi di rischio per l'ambiente e per la salute, in particolare per quella dei bambini.

Se, e giustamente, ci preoccupano i danni prodotti alla salute dall'inquinamento da traffico automobilistico, a maggior ragione ci devono preoccupare i danni che può determinare il traffico aereo e un aeroporto che sorgerebbe a ridosso della città. Siamo convinti che la mobilità su gomma e quella aerea debbano essere ridotte a vantaggio di una mobilità che privilegi quella su rotaia.

In Francia e in Germania i governi hanno inserito il blocco della costruzione di nuovi aeroporti tra le misure per combattere l'inquinamento ambientale e le emissioni di anidride carbonica.

La responsabilità dei medici

L'articolo 5 del nostro nuovo codice di deontologia afferma: "I medici debbono considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora come elemento determinante e fondamentale per la  salute dei cittadini".

Come medici siamo  dunque investiti di una maggiore responsabilità che diventa ancora più forte quando si à amministratori e si à chiamati a decidere in merito ad opere, impianti ed infrastrutture che possono arrecare danno alla salute e all'ambiente.

Non si può più continuare a ripetere l'errore di esporre persone e intere comunità a rischi per la salute, salvo poi, a distanza di anni, e purtroppo dopo morti e malati, riconoscere quanto già l'evidenza scientifica aveva mostrato.

Riteniamo importante in ogni fase decisionale l'acquisizione della necessaria documentazione scientifica, l'adozione del principio di precauzione e la valutazione dell'impatto sanitario (VIS) come raccomandato dalle recenti direttive dell'Unione Europea, insieme alla valutazione di impatto ambientale (VIA) e alla valutazione ambientale strategica (VAS). Valutazioni che mancano totalmente per il progetto dell'aeroporto di Viterbo. Un progetto che preannuncia soltanto una nuova servitù per il territorio viterbese sconvolgendo e snaturando per sempre quelle che sono le naturali vocazioni e caratteristiche di una provincia che avrebbe sicure possibilità di sviluppo anche dal punto di vista occupazionale se ci fosse veramente la volontà e la capacità di valorizzare quanto già esistente.

Cari colleghi,

noi tutti sappiamo quanto sia importante informarsi, formarsi e aggiornarsi continuamente, sia per la dignità della nostra professione che per la piena tutela della salute dei nostri pazienti.

Chiediamo a voi tutti e in particolare a quelli che tra voi ricoprono incarichi istituzionali di impegnarvi per una riconsiderazione della decisione che individua in Viterbo un nuovo scalo aeroportuale, ben consapevoli che prima di tutto dobbiamo tutelare la salute dei nostri pazienti, delle giovani e future generazioni e la salubrità dell'ambiente.

Cordialmente,

dottor Gianni Ghirga, dottoressa Antonella Litta, dottor Mauro Mocci, per il coordinamento dell'Alto Lazio dell'Isde - Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)

Viterbo, 18 marzo 2008

Post scriptum

Condividono con noi questa preoccupazione tantissimi cittadini di Viterbo e dell'Alto Lazio ed anche scienziati, ambientalisti, parlamentari italiani ed europei, scrittori, cattedratici universitari, intellettuali, saggisti; tra i tanti nomi illustri: i professori Angelo Baracca, Virginio Bettini, Marcello Cini, Giorgio Cortellessa, Giuseppe Nascetti, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino; la vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini; il magistrato Ferdinando Imposimato. Hanno aderito  e sottoscritto il nostro appello anche numerosissimi operatori sociali, religiosi e laici, persone impegnate per i diritti umani, personalità della vita civile e della riflessione morale, tra cui padre Alex Zanotelli e numerose associazioni e movimenti impegnati in difesa della biosfera, dei beni comuni, della pace. Numerose sono state le interrogazioni presentate al Parlamento e al Consiglio regionale del Lazio.

[La lettera dei medici dell'Isde reca anche un'ampia bibliografia e sitografia scientifica internazionale per approfondire che qui abbiamo omesso ma che può essere consultata nel sito: coipiediperterra.org]

 

* * *